aprile 20 2017

L’intelligenza è una palla

Insomma diciamocelo: 

l’intelligenza è una palla! Al piede della società?

Non so, ma ai posteri l’ardua sentenza.

Ora, non avendo ancora raggiunto una certa notorietà nel campo della scrittura, ma per dimostrarvi che comunque anch’io il fatterello lo so, mi limiterò a fare due citazioni e a esternare poi un mio (e mio solamente) pensiero: lungi da me volervi convincere a ragionare con la mia testa.

La classificazione della pazzia.

I pazzi, alla luce del corpo medico, devono essere collocati tra i sani o i malati? Furono osservati alcuni aspetti caratteristici e classificati: i comportamenti dei pazzi sono aberranti; durante una crisi schizofrenica si scatenano forze che nei manuali di psichiatria sono definite forze al quadrato, non giustificabili dal punto di vista della forza fisica abituale di un individuo; in altri casi, in condizione di catatonia, un soggetto può stare sulla punta di un mignolo per ventiquattro ore e, questa performance, non è praticabile in ordinarie condizioni di vita. Come si spiegano allora questi fenomeni? Se il riferimento è il corpo oggettivo e teorico voluto dalla scienza e soprattutto, se noi aderiamo passivamente a quel modello di corpo astratto, è chiaro che questi fenomeni non si possono spiegare. Di fronte a casi del genere, gli scienziati e i medici del Settecento elaborano una teoria assolutamente nuova che prende il nome di studio del “morbus sine materia”. Secondo questa teoria, se gli esami clinici di un individuo che appare visibilmente malato non rivelano alcuna patologia, significa che il morbo si annida nella sua anima anziché nel suo corpo.

Dell’anima si era detto tutto o quasi: che era immortale, e qualche volta anche mortale, che era vicino a Dio, ma anche lontano da Dio, che si salvava, che si dannava. Ma che l’anima potesse ammalarsi, ecco, questo lo si disse solo nel Settecento, quando nacque quella scienza che si chiamò psichiatria, che fu affiancata poi dalla psicologia e infine, dalla psicoanalisi.

Nascita della psichiatria.

«Il pensiero scientifico occidentale, si fonda sul dualismo tra anima e corpo, spirito e materia, inaugurato da Platone e radicalizzato da Cartesio. Eppure, prima di Platone, il mondo greco e la tradizione giudaico – cristiana “non concepivano l’uomo come un’anima che ha un corpo, ma come un corpo che è in relazione con il mondo”. Se l’assunto epistemologico della psichiatria classica e della psicanalisi freudiana e junghiana si fonda, come ogni scienza naturale, sulla scissione cartesiana, la prassi terapeutica predilige l’approccio fenomenologico che, recuperando il modello antropologico più antico e originario, “si dispone di fronte alla globalità dell’uomo quale si dà nella sua originaria e immediata presenza”. In quest’ottica, la distinzione tra sano e malato di mente perde rilevanza, mentre diventa importante cogliere le diverse modalità con cui l’io è al mondo. […] “Si tenga ben fermo cosa significa uomo.” […] Questo è il compito che Binswanger, amico di Freud e profondo conoscitore di Husserl e Heidegger, assegna alla psicologia che non voglia ridursi alla psico-fisiologia e perdere così la specificità dell’umano cui è naturalmente ordinata. L’analisi fenomenologica da lui promossa non parte, per comprendere l’uomo, dal dualismo antropologico di anima e corpo inaugurato da Platone, né da quello metodologico che articola quella scissione tra soggetto e oggetto che da Cartesio in poi è stata il cardine di ogni costruzione scientifica. Il suo punto di partenza è la presenza umana nel suo originario essere-nel-mondo, senza distinzione tra “sano di mente” e “alienato”, perché sia l’uno, sia l’altro, appartengono allo stesso “mondo”, anche se l’alienato vi appartiene in modo diverso, per differente strutturarsi, nel suo rapporto con il mondo, dei modelli percettivi, comprensivi e comportamentali. […] Alcune forme di alienazione mentale, quali malinconia, mania, isteria e schizofrenia, non sono più considerate in rapporto a uno schema metaindividuale, magari di natura biologica, come la libido freudiana, né in riferimento a un concetto base di “salute” nosograficamente determinata, se non addirittura moralisticamente o politicamente caratterizzata, ma in base a quell’elemento normativo, comune sia al “sano” sia al “malato”, che è il modo propriamente umano di essere-nel-mondo come e-sistenza, come progetto trascendente. […]

Da queste premesse si deduce che il malato non ha una malattia, ma è al mondo in una modalità che l’esistenza conosce come suo limite, quando non riesce a esprimersi come e-sistenza che si trascende in un suo pro-getto, ma solo come esistenza gettata.»[1]

[Divagazione. Intanto, abbiamo chiarito che l’anima non esiste: per una conoscenza più approfondita, vi rimando alla lettura del mio libro. Ma andiamo avanti. Dicevamo quindi, è la società il limite, non le persone. La gente si ammala perché il proprio IO viene compromesso dai limiti della società stessa: una società che non riconosce (e non è in grado di far stare bene) chi è oltre detti limiti! Una società che ti impegna in un lavoro che non vuoi, che impone valori non nostri, e tanto altro.

Oh mio dio, OH MIO DIO, ma allora è proprio vero:

i sani di mente sono rinchiusi in manicomio,

mentre i pazzi sono tutti fuori!!!] [2]

Ma aspettate un attimo, mi dev’essere sfuggita una cosa: effetti della dissonanza cognitiva?  Facciamo un piccolo passo indietro: voi sapete qual è quel numero, moltiplicato per il quale, qualsiasi risultato è zero? Era una domanda difficile, vero? Ve la rifaccio, ma per cortesia, stavolta accendete il cervello: esiste un numero in matematica. Qualsiasi numero moltiplicato per esso, da come risultato zero.

Esatto: Zero!!! Ergo…

Se la psichiatria, che è la branca specialistica della medicina che si occupa dello studio sperimentale, della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali, è nata da un presupposto sbagliato e continua erroneamente a “curare” solo una data componente e non l’interezza della persona, è per definizione, essa stessa sbagliata. E come la psichiatria, molte sono le branche della medicina che si basano su questa premessa, che ripeto, è sbagliata.

Infatti, il concetto è confermato anche da Enzo Soresi che, nel suo libro “Il cervello anarchico”, (con prefazione dello stesso Galimberti), ribadisce l’unicità della persona e della sua sfera emotiva: ognuno di noi, ha un mondo (interiore) ed è al mondo (si rapporta con il mondo esterno). E cioè, si deve curare una persona nella sua totalità, non solo i sintomi, considerando ogni individuo un essere umano, sofferente e che ha, come tutti del resto, la necessità di essere compreso e amato, e infine, trovare un equilibrio con il mondo che lo circonda. Ciò, per attivare tutte quelle risorse (insite in ognuno di noi) necessarie alla guarigione. Ora, cos’è che controlla il nostro corpo?

La mente!

Essa è il fulcro centrale di tutto. Proprio nel libro, Soresi afferma più e più volte il concetto:

“Un cervello così potente da far ammalare, e persino uccidere.

Ma anche guarire.”

Questa unicità, la stanno ribadendo materie nuove come le neuroscienze, che pongono l’individuo, nella sua unicità, come fulcro centrale del mondo moderno.

Ora veniamo alla nostra palla!

Ovvio che l’esempio che sto per fare sull’intelligenza, può adattarsi a qualsiasi altro aspetto dell’essere umano: emotività (che dalla società attuale, nei maschietti viene costantemente repressa), senso di appartenenza all’infinito (o Dio), e tanto altro.

Ma soffermiamoci sull’intelligenza: paragonatela ad una palla.

Abbiamo detto che la società pone i limiti, quindi immaginate l’intelligenza come una palla, mentre la società come una mano che stringe questa palla.

Avete mai provato a schiacciare con una mano una pallina di gomma?

Per quanto tempo e quanto riuscirete a schiacciare questa palla?

Quanta forza dovrete fare per tenerla compressa?

Ma più importante tra tutte: una palla più grande, necessiterà di una forza maggiore?

Ovvio che la risposta all’ultima è SÌ, inesorabilmente SÌ.

Di conseguenza, più una persona è intelligente (o emotiva, o altro), più si sentirà oppressa dalla società. E la società, chi è? O chi sono? Sono altri individui che si adeguano a quelle norme e comportamenti. Individui che diventano a loro volta i guardiani del sistema stesso, un sistema completamente sbagliato e marcio. Come? Come si diventa guardiani? Come perpetra questa insana società un cambiamento nelle menti delle persone? Semplice: a poco alla volta. Da piccoli si è costretti sul banco di scuola (mai che si dessero retta agli insegnamenti della Montessori), poi devi crescere con le varie normalità (eterosessualità, lavoro, famiglia, dio, etc.). E da grande: oggi non puoi dire una frase sennò offendi qualcuno e ti potrebbe denunciare; poi subisci al lavoro, ma non puoi perdere la tua fonte di reddito; i figli devono comportarsi bene e non giocare mai, sennò sono viziati, non li devi coccolare mai nemmeno se sono piccoli, sennò si abituano e crescono viziati; e quindi, è anche normale subire uno sfratto: TI È PERMESSO MORIRE DI FAME E FREDDO, MA SE OCCUPI LE CASE (PER INDOTTRINAMENTO) SEI IL MALE SUPREMO; e così via, poiché tutto ciò che è contrario a quanto stabilito, è, PRATICAMENTE, SINONIMO DI PAZZIA!!!

Detto questo, mi sorgono parecchi dubbi sulla presunta pazzia di certa gente, che in realtà, altro non erano che manifestazioni contrarie alla stessa società, cioè, al di fuori dei suoi parametri stabiliti. Tra queste cose contrarie, rientravano una volta, anche determinate malattie, diagnosticate alle donne, che non volevano altro che vivere una vita sessuale appagante, o più semplicemente, non essere schiave di una società che le vede (ancor’oggi) come oggetti. Furono dichiarate pazze e segregate, curate, torturate, e tanto altro. 

Tra le tante patologie diagnosticate, un tempo vi era anche l’omosessualità, considerata insana alla stregua della transessualità.

Per tutte queste persone, vengono diagnosticate (tutt’oggi) tutta una serie di malattie che altro scopo non hanno se non quello di impedire il libero arbitrio e una vita piena, prosperosa e felice.  

E quindi?

Effetto palla: le persone più intelligenti, o quelle più sensibili, alla fine esplodono!

Ma se fai questo, se metti le mani addosso a qualcuno, o lo ingiuri, sei pazza, e quindi ti rinchiudono o ti denunciano.

Mai, nel corso della storia, la società evoluta, moderna e civile, si è assunta la responsabilità di quanto accadeva. Era sempre colpa del singolo, sempre colpa della gente che, stranamente, ad un certo punto impazziva. Ma sempre più stranamente, fino a un minuto prima, nessuno sospettava nulla: era una persona normale. Così dicono tutti.

Vabbé (direte voi a questo punto), ma a noi, cosa ci frega? Che colpa ne ho io se una persona impazzisce, occupa una casa, o è costretto a chiedere l’elemosina per campare? La colpa è solo sua!!! 

E no cari miei, non è così. E per farvi capire, userò l’esempio della diga.

Se una diga crolla, a quale gocciolina d’acqua dareste la colpa? Tutte, tutte hanno colpa. Noi siamo come tante goccioline d’acqua in un’immensa diga (il nostro Pianeta). Ognuno di noi è responsabile per quanto sta per avvenire. E una società che permette a 4 IDIOTI di rinchiudere, uccidere o far deportare i più intelligenti e sensibili, insomma, coloro i quali potrebbero davvero sanare il Pianeta e portare giovamento a tutti, NON HA ALCUN FUTURO!

Si, lo so, e molti di voi, a questo punto, lo staranno già dicendo: questi discorsi sono una palla. Beh, ve lo avevo detto, no?

P.s. Avete capito ora perché le persone come me sono state sin dall’alba dei tempi perseguitate e massacrate?

P.s2 Ma quando una diga crolla, che fine fanno tutte (e ripeto tutte, nessuna esclusa, anche quelle che si sono fatte i caxxi loro) le goccioline d’acqua?

Questo articolo è stato redatto interamente da frammenti del mio libro in prossima uscita “FanKulo agli IDIOTI”. L’ho voluto perché dopo quanto mi è accaduto, mi trovo in una situazione delicata: alcune persone si stanno contrapponendo alla mia volontà di riavvicinarmi ai miei figli e stanno usando la mia pazzia (indotta) per impedirmi di essere completamente felice.

P.s3 Sin dalla nascita, mi sono sempre sentita appartenente a quest’infinito (o Dio). Però SSSSTTTTT, non lo dite alla mia psichiatra, altrimenti quella, anziché farmi vedere i bambini, a sto giro, mi ricovera proprio.

😀

[1] Dal libro “Psichiatria e fenomenologia”, di Umberto Galimberti, RCS MediaGroup S.p.A., 2016.

[2] Basta guardare chi governa il mondo.

 

marzo 7 2017

#vialaceleredabologna , già Via de Carracci

ore 06:00 “Siamo in diretta qui da via dei Carracci, dietro la stazione di Bologna, dove stiamo assistendo all’ennesimo tentativo da parte di questo governo di sfrattare delle famiglie.”

ore 08:00 “E davvero incredibile ci sono già cinque cellulari di agenti di polizia della celere (vi ricordo che sono 13 uomini e mezzo),  in più, almeno 20 persone tra Digos e altri organi non ben definiti.”

ore 08:10 “Ed è così che coloro che dovrebbero difenderci, diventano strumento di un potere che non accetta condizioni, non accetta recriminazioni e non accetta ostacoli davanti al suo percorso egemonico di controllo totale del territorio e delle masse.”

ore 8:20 “Sono riusciti a sfondare l’entrata e ci hanno allontanati, noi che stavamo davanti al portone.”

ore 08:40 “Ora sono sei cellulari e quattro volanti  per sfrattare due famiglie come tante, colpevoli solo di non avere i soldi per pagare la pigione.” 

ore 09:00 “Hanno interamente bloccato la strada dietro la stazione ferroviaria di Bologna. Ci sono ben 78 persone armate fino ai denti per sfrattare due famiglie: sono sei persone. Due di loro sono bambini.”

ore 10:00 “Un dispiegamento di forze enorme: 78 Celerini + 20 militari in borghese. Ad una media di 100 euro a cranio, contando quindi solo le forze presenti in campo, ben diecimila euro spesi per una dimostrazione di potere (altro non è). La tassazione in Italia per i suddetti signori, impiegati a sfrattare famiglie (non mi stancherò mai di ripeterlo) è dal 27% al 38% (2° scaglione, cittadini con reddito tra 15.001 e 28 mila euro; 3° scaglione, redditi compresi tra 28.001 e 55 mila euro). Significa che lo Stato, politici e quant’altro, hanno tutti gli interessi a prodigarsi in questi Show, che oramai sono quotidiani e che non sono di sicuro da quattro soldi: alla facciaccia nostra che paghiamo le tasse. Anche gli indumenti indossati dalle forze dell’ordine costano un mucchio di bei soldini. Ad esempio, il casco (cliccate sul link) indossato dai celerini, costa circa 200 euro: alla faccia dell’Austerity. E così, mentre le famiglie fanno sacrifici e vengono sbattute in strada, loro si divertono in questi teatrini e continuano a ripeterci che non ci sono soldi: il governo ha preferito una dimostrazione di forza, anziché mettere quei soldi a disposizione delle strutture e mezzi di sostegno e d’accoglienza.”

Vergogna!!!

Quanti anni di pigione avrebbero pagato i soldi spesi?

E COMUNQUE, ANCHE GLI ANIMALI HANNO UNA CASA!!! 

 

Cominciava così il mio racconto, ieri 7 marzo 2017.

Due famiglie, morose incolpevoli. Cioè famiglie normali, come chiunque, che non riescono più ad arrivare a fine mese e che sarebbero state buttate in strada, nel silenzio assordante dei media, se non ci fosse stata SocialLog a difenderle. Famiglie colpevoli di guadagnare poco denaro, insufficiente quindi al normale fabbisogno per condurre una vita degna di essere chiamata tale.

Invito tutti coloro che siano a conoscenza di queste incresciose situazioni a segnalarle alla scrivente e all’associazione, in modo che nessuno rimanga solo!

Quelle che sono state sbattute fuori, sono famiglie normali: dei due affittuari, Ahile, la persona ripresa in uno dei video (ha tentato di buttarsi dalla finestra del secondo piano e ha avuto una prognosi di 28 giorni per i danni riportati da strattonate, spinte e tirate di capelli dei celerini a volto coperto), circa dieci anni fa ha vinto la maratona di Bologna. Quindi, nessuno è immune da quanto sta accadendo in Italia e nel mondo. Il bello è che dopo averli cacciati, ho visto una scena tutta da ridere: un celerino si prodigava ad aiutare la moglie di uno sfrattato a portare via dalle case valigie e quant’altro, RIMORSO DI COSCIENZA?

Concludo questo mio articolo con una piccola parte (tratta da due paragrafi differenti) del mio secondo libro, “Fankulo agli IDIOTI” dedicato proprio alle forze di polizia.

“Ma non vi chiedete mai perché vi vogliono sempre così ben pagati e vestiti? Nel frattempo, vi costringono a passare intere giornate in ozio (io vi vedo, ogni giorno, mentre rientro a casa), in anguste scatolette che chiamate cellulari, intenti a passare il tempo con TV e videofonini. Vi rimuovono costantemente la coscienza ogni giorno, affinché non vi sentiate responsabili per ciò che fate, tenendovi lontani dai vostri cari, famiglia e figli: la vita è una, dovremmo sempre essere felici e sorridenti, abbracciarci e volerci bene, tutti. Se foste coscienti come lo sono io, smettereste di servirli, tutti, come ho fatto io.”

“Smilitarizzazione dei corpi nazionali: arriva l’EuroGendfor

[La smilitarizzazione vuole che i corpi di difesa nazionali siano smantellati. In virtù di questo, tutti gli eserciti saranno privati delle armi. Vi ricordo che Hitler, introdusse la legge sulle armi poco prima di cominciare a deportare gli ebrei.

Divagazione (1) per i militari. Dopo avervi microchippati ben bene, sapete come rimuoveranno i residui della vostra coscienza? Ricordate l’esempio della dichiarazione di guerra invisibile? Cioè la mancanza dell’atto ufficiale? Ecco, proprio così: vi manderanno all’estero, magari come parte integrante dell’Eurogendfor. Lì, potrete pestare e uccidere quanto vorrete, tanto che vi frega: c’è scritto che nessun tribunale potrà perseguitarvi, ma più importante, la guerra sarà lontana dalle vostre case. Ma se dovesse succedere il contrario? Se foste “fuori servizio” e in quel paese “ribelle”? Indovinate chi verrà a rimettere a posto voi, i vostri cari, amici e Nazione?

Ecco, esatto: l’Eurogendfor! Ma non sarete voi!]

[Divagazione finale, sempre per i militari. Se siete stati accorti (scommetto di no: in latino si dice “militari corpore mentis”), il discorso sopra menzionato, porta ad un ulteriore concetto. Mentre voi sarete impiegati all’estero, potrebbero esserci altri Eurogendfor che andranno nel vostro paese per ristabilire l’ordine: le peggiori atrocità delle guerre su popolazioni inermi, sono avvenute quando nessuno poteva difenderli, e le truppe erano impegnate in altre guerre.]

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febbraio 1 2017

Ordine eseguito: comandi signorsì

Ben nove ore di trattative ci sono volute, ma alla fine, grazie alla omni presente SocialLog  è stata trovata una soluzione temporanea per Pietro e Rosalia, in via di Corticella a Bologna.

Erano in attesa assegnazione di casa popolare da oltre un anno, oramai mancavano pochi mesi ad ottenerla. Nonostante questo, le forze di polizia e carabinieri, conosciuti dai più come la celere, ma oramai soprannominati a furor di popolo come “i bravi di don Rodrigo”, ahimè, su ordine, ha eseguito lo sfratto.

Forze coadiuvate da una dose massiccia di vigili urbani e vigili del fuoco che fungevano da contorno.

Oltre alle tensioni verificatesi a causa dello strettissimo contatto fisico cui erano sottoposti l’alto numero di persone intervenute (militari della celere, e solidali degli sfrattati), quattro avvenimenti hanno destato particolari preoccupazioni.

Per primo, il malore di Pietro che per ben due volte, ha dovuto ricorrere ai medici del pronto soccorso. Ricordo che ha subito da meno di due mesi un delicatissimo intervento al cuore.

Secondo e terzo, due interventi della celere: un tentativo di arresto ed una colluttazione. Per fortuna entrambi, risolti con un nulla di fatto. Anzi, devo ammetterlo: nel caso della colluttazione tra un agente e un dimostrante, non posso non dare atto che uno dei capi della celere (o un operativo della digos: non portano distintivi per cui, non so effettivamente a che dipartimento faccia capo), di essere riuscito a placare gli animi, evitando così un probabile (e di sicuro) scontro molto grave.

Infine, caso che ha destato seria preoccupazione, in un attimo di scoramento, la signora Rosalia ha scavalcato il parapetto del balconcino dell’abitazione, minacciando di gettarsi. Per fortuna, anche quest’ultimo avvenimento, si è risolto per il meglio.

Per foto e video dei momenti clou, rimando tranquillamente al sito Facebook dell’associazione.

Per quanto mi riguarda, non posso esimermi dal fare due calcoli, anche se qualcuno potrebbe obiettare: ma MariKa, ci devi sbattere in faccia sempre numeri?

Io li faccio e dirò il mio pensiero, poi sarà chi legge a valutare con la propria testa e decidere se, una situazione del genere, non meriti di essere VALUTATA correttamente. 

Ho contato ben quattro automezzi della celere (13 posti cadauno), ben 6 volanti di polizia municipale (hanno bloccato 6 strade), due automezzi dei vigili urbani e un’autoambulanza. A questo si devono aggiungere almeno 4 appartenenti alla digos e almeno 3 ad altre forze dell’ordine in borghese. La celere (tutti, polizia e carabinieri), dopo sei ore hanno ricevuto il cambio. Quindi se dovessimo contare numericamente il dispiegamento di forze di uno Stato che vede nella repressione il solo strumento per risolvere i disordini creati dalle stesse forze clerico – bancarie – militari sarebbero:

4 blindo celere + 4 blindo celere (il cambio) + 6 volanti municipale + 1 autoambulanza + 2 automezzi vigili del fuoco. I conti sono subito fatti. In campo c’erano: [4 x 13 = 52 x 2 (il cambio) = 104] + [6 x 2 (polizia municipale) = 12] + [2 x 3 (vigili del fuoco) = 6] + [1 x 2 (ambulanza) = 2] + [7 appartenenti a forze non meglio identificate].

Ebbene sì, la matematica non è un’opinione: c’è stato un momento in cui in campo c’erano ben 131 operativi. Il tutto per sfrattare Pietro e Rosalia: 60 anni lui e 56 lei.

Come si definisce questo? Ah, sì: uno STATO FORTE con i deboli e DEBOLE contro gli OPPRESSORI.

A questo punto, facendo una media di circa 100 euro a cranio, non considerando quindi categorie e differenze contrattuali, nonché, i gradi militari della gente impiegata, lascio ai lettori l’arduo compito di calcolare in termini economici la somma spesa quest’oggi. Ovvio che è molto di più di quella una tantum che ho proposto io, in quanto dovremmo aggiungere i costi degli automezzi e l’impiego di tutto il personale che permette a questi DIFENSORI DELLA PATRIA di essere approntati in tempo per sfrattare due pensionati.

No, scusate, mi dicono dalla regia che sono “morosi incolpevoli”, cioè persone che hanno perso il lavoro e non hanno più potuto fare fronte agli impegni presi. Di cui solo uno pensionato con la minima. Persone come chiunque quindi che, in momenti di difficoltà, si vedono negati i minimi mezzi di sostentamento, dopo aver sacrificato tutta una vita a questa società che ha ancora l’ardire di professarsi “libera, evoluta e civile”.

Dovremmo difendere i deboli.

La domanda quindi viene spontanea: i soldi spesi per lo sfratto,

quanti anni di pigione avrebbero potuto coprire?

Alla fine però, come sempre, quelli che dovrebbero difendere la giustizia, sono oramai solo uno strumento (vittime anche loro) divenuto il cane da guardia di un potere corrotto e imperante che non vuol perdere il suo potere. E per questo ahimè, mi sento molto addolorata: voi tutti sapete (se non lo sapete, vi basta leggere la mia biografia qui sul sito), che io sono un ex appartenente delle Forze Armate,  e proprio questo tipo di avvenimenti,  mi ha indotto ad uscire dell’elite militare. 

Finisco l’articolo con tre frasi: la prima è una mia affermazione fatta in un precedente articolo, le altre due, vogliono essere solo un suggerimento per coloro che stanno dormendo e non riescono ancora a liberarsi dallo stato di ipnosi indotto cui siamo costantemente sottoposti. 

“Quando le stesse forze che difendono il potere corrotto e imperante, si volgeranno contro gli stessi usurpatori del potere sovrano, e ciò semplicemente abbandonando le armi e schierandosi dalla parte del popolo oppresso, allora conosceremo davvero tutti il significato della parola più profonda che l’essere umano abbia concepito: Rivoluzione.”
 
“La società attuale, è una società mutilata dalla corruzione sistematica della sua intellighenzia”. (Tratta dal Libro di Noam Chomsky, “Anarchia – Idee per l’umanità liberata”.)
“Le menti degli psichiatri, come quelle di medici, scienziati, giudici, avvocati, politici, studenti, professori, appartenenti alle forze armate e lavoratori, vengono manipolate attraverso la soppressione delle informazioni, che dà loro un quadro distorto di ciò che è plausibile.” (Tratta dal Libro di David Icke “Io sono me stesso, io sono libero”)