Ebbene sì: SiAmo Afrin

SìAmo Afrin

Il link incorporato, vi riporta alla pagina ufficiale FaceBook della campagna “SiAmo Afrin”: si raccolgono fondi. La pagina è stata istituita per condannare l’invasione della Turchia del Rojava. Vi invito tutti a sostenere #Afrin !


Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo

“Contro l’assordante silenzio della comunità internazionale, ad Afrin è genocidio! #GlobalActionForAfrin – Concentramento universitario verso l’appuntamento collettivo alle 17:30 in Piazza del Nettuno a Bologna”.

Titolava così l’evento FaceBook organizzato dal CUA (Collettivo Autonomo Universitario di Bologna) del 23 Marzo 2018.

 

Lo sterminio annunciato

“Truppe di miliziani jihadisti al soldo dell’esercito turco capeggiato da Erdogan, sono entrati in alcuni quartieri della città di Afrin dopo due mesi di bombardamenti e attacchi aerei. La fanteria ha fatto razzie di viveri, deturpando i simboli culturali e i cimiteri, decapitando e torturando chiunque, tra la popolazione, non volesse sottomettersi: centinaia le vittime civili uccise dai bombardamenti turchi, e centinaia di migliaia gli sfollati che hanno dovuto lasciare le proprie case. Tutto ciò, nell’assordante silenzio dei media, complici del massacro. Anche i governi dei paesi occidentali (come l’Italia, le cui aziende hanno finanziato con denaro e mezzi l’esercito turco), sono complici: l’aggressione militare della Turchia, con un esercito tra i più potenti al mondo, è portata avanti insieme a miliziani jihadisti e a “ribelli” siriani pro-Ankara, si sta ormai consumando in un genocidio. Sono già oltre 200.000 gli sfollati e migliaia i caduti sotto le bombe di Erdogan e del secondo esercito più grande della NATO.

 

Serve sostegno per le popolazioni inermi.

Ciò che si vedeva nel mio video e foto, era la partecipazione davvero esigua della popolazione bolognese alla manifestazione del 23 marzo. VERGOGNA!

Spiegherò tra un po’ il perché parlo al passato.

Il corteo era prevalentemente (95%) formato dalle associazioni umanitarie (studentesche e sociali) che da sempre nella città, si battono per i diritti delle categorie più oppresse da una società che si definisce “moderna, civile ed evoluta”.  Infatti, la zona universitaria si è sempre distinta e ha da sempre fatto sentire la sua voce a riguardo dei diritti (allo studio, all’abitare e a sostegno dei lavoratori: è sempre in prima linea!). CUA, SocialLogBologna e XM24 tanto per citarne alcuni.

 

Possiamo anche rintanarci nelle case, ma siamo tutti colpevoli!!!

Ci reputiamo più intelligenti perché abbiamo computer e cellulari, ma a nulla serve rintanarci nelle nostre case e far finta di NON vedere e NON sentire: quando votiamo l’amico politico; quando deleghiamo l’ordine pubblico a agenti strapagati per tenerci sottomessi; o mettiamo le nostre vite nelle mani di pochi che si arricchiscono sul sangue della povera gente. SIAMO COLPEVOLI!!!

Infatti, da Piazza Verdi a Bologna, si sono mosse poco meno di duecento persone: la popolazione pensa che la guerra non sia già in casa propria? Rimanere a guardare indifferenti, rende comunque complici dei massacri!!!

 

“Mi sono svegliata in un mondo, un mondo che non si accorge di essere insanguinato”.

Tutto il mondo guarda inerme, nel silenzio di media e istituzioni, il massacro della popolazione di Afrin in Siria: l’esercito turco colpisce senza sosta una società libera, fondata sulla parità di genere, la democrazia diretta e l’ecologia. Quelle bombe non spezzano solo migliaia di vite, ma sono anche un attacco a tutta la popolazione mondiale che, in una presa di coscienza sempre più veloce, cerca invano di costruire un futuro migliore per l’unico e vero Dio di ogni specie: i figli. Siamo tutti colpevoli: le nostre mani, grondano comunque del sangue di migliaia di innocenti. 

La lotta non si ferma!

Dobbiamo rompere il muro del silenzio e chiedere a politici, governi, aziende e chi più ne ha, più ne metta, di fermare questi eccidi: non è più ammissibile che ad oggi, A.D. 2018, non si possa ancora vivere in un mondo olisticamente sano, e in pace e in armonia con tutto il creato.

 

Come posso aiutare?

Questa la domanda che ci si deve porre e, tranquilli, non dovrete guardare molto più in là del vostro naso per capire cosa potete fare. La solidarietà con la popolazione del cantone curdo di Afrin, può essere espressa in mille modi diversi: azioni di protesta contro i governi, regioni e comuni; aiuti umanitari; e tanto altro.

 

A chi mi rivolgo?

Negli ultimi dieci anni, i Social Network si sono distinti per velocità delle informazioni e capacità di intervento immediato, quanto meno morale e sociale, oltre che umanitario: cercate e troverete.

Le mie foto e video danneggiati: SIGH 🙁

Purtroppo la SD Card inserita nella mia macchina fotografica, è risultata difettosa ed ho potuto recuperare solo una foto pubblicata sul mio profilo Facebook. Le altre foto e il primo video, appartengono e sono linkate direttamente dalla pagina del CUA. Il secondo video è linkato dalla pagina del CRASH di Bologna. Mentre il terzo da youtube, ed appartiene all’utente TheZicTV

 

Le mie scuse

Mi scuso per l’inconveniente: questo è il problema quando si fa tutto da sola. Rimedierò con contenuti tutti miei nei prossimi articoli. :-*

 

Le foto e il video del CUA

 

#GlobalActionForAfrin Oggi la Bologna che voleva portare la propria solidarietà ad Afrin è scesa in piazza. Da settimane ci stiamo mobilitando, per opporci ai rapporti diplomatici tra Italia e Turchia: tutti i capi di governo che sostengono Erdogan hanno sulle mani il sangue dei centinaia di caduti, tra civili e combattenti. Basta finanziare governi terroristi! Saremo sempre al fianco del popolo curdo in lotta!

Pubblicato da Collettivo Universitario Autonomo Bologna su Venerdì 23 marzo 2018

 

Il video di Crash Bologna

'I popoli in rivolta scrivono la storia, con Afrin fino alla vittoria!' In corteo a Bologna contro il boia Erdogan e la guerra mossa contro la rivoluzione in Rojava!

Pubblicato da Laboratorio Crash su Lunedì 12 marzo 2018

E il video di TheZicTV

Per gli altri miei articoli, vi invito a proseguire la navigazione nel mio sito marikadesantis.it

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Author: MKDeS

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