Video denuncia: “la pistola fumante”

denuncia

 

Video Denuncia: il video disponibile on-line sul mio canale YouTube.

Trascrizione della video denuncia

 

Mi presento

Ciao a tutti, sono MariKa DeSantis, Total Manager. Benvenuti alla mia video denuncia intitolata “La pistola fumante”.

 

Sapete già chi sono

Se avete visto i miei precedenti video, sapete che vi trovate di fronte ad una persona che in passato ha sofferto molto e che si da da fare a riguardo dei problemi sociali. Nonostante una storia personale e famigliare un po’ complicata e che non ha ancora avuto un buon esito.

 

Questa è una denuncia

Qui io oggi, esporrò tutti i nomi di persone e fatti che hanno caratterizzato quest’ultimo periodo di 5 anni della mia vita. Tutti i nomi tranne quello della mia ex per ovvi motivi, cioè la salvaguardia dei bambini. E quindi passo subito al sodo.

 

Iniziamo

Nel 2013 andai in psicoterapia presso la dottoressa Eva Plicchi, dove emersero i traumi che avevano bloccato la mia mente. Contemporaneamente, mi rivolsi alla struttura pubblica dello Zanolini a Bologna per due motivi:

  • primo, la legge prescrive che ci debba essere uno psichiatra che attesti la disforia di genere, cioè la transessualità, per poter accedere alle cure per il cambio di genere;
  • secondo. Sin dall’inizio, oltre alla mia transessualità, ho sempre avuto un’altra diagnosi, la dissociazione traumatica, meglio conosciuta come DDI: cioè, i ricordi rimossi che portarono a una deviazione della mia vera personalità.

 

L’importanza dell’istituto

Il centro di psichiatria, nel mio caso, diveniva importante in quanto, a causa dei ricordi dolorosi di cui prendevo man mano consapevolezza, alternavo in me stati ansiosi e depressivi: c’è stato un periodo in cui ho usato psicofarmaci.

 

La mia comprensione: il periodo difficile

Quel periodo corrispose alla mia presa di coscienza come scrittrice, poiché compresi che per me, era più facile scrivere i miei sentimenti e ricordi, che parlarne; e inoltre, leggere libri e scrivere i pensieri, mi aiutava a chiarire meglio i miei stati emotivi e a evolvere la mia mente. Infatti, fu leggendo che compresi anche che gli psicofarmaci, erano più un danno che un aiuto. Così, smisi di prenderne, con le ovvie difficoltà iniziali.

 

Il periodo più difficile

Infatti, posso dire con assoluta certezza che, il periodo più difficile per me, fu dal 2013 al 2015: elaboravo i traumi, cioè l’abuso subìto e il pestaggio cui assistetti a soli 7 anni; prendevo coscienza della mia transessualità e quindi, mi sottoponevo ai trattamenti (rimozione barba, etc.); poi, scoprivo di non essere mai stata amata: io sono stata sottoposta a tutta una serie di violenze emotive, che sono le stesse che subiscono tutt’oggi i nati maschi. Il fatto che sono stata abbandonata dalla mia famiglia di origine nel momento di maggior bisogno. E poi, vedere una ex violentarti emotivamente usando i figli come mezzo di ritorsione. Problemi per un lavoro in cui non mi riconoscevo più; l’inizio dello sfratto esecutivo; e tanto altro.

 

Il mio malessere: il parere dell’esperto

Questo è stato l’enorme scoglio iniziale che ho dovuto superare. Un mix di traumi passati, cui si sono aggiunti altri ancor più dolorosi nel momento in cui io riprendevo consapevolezza.

Antonio D’Amasio dice: 

“Le emozioni

sono alla base di un buon funzionamento della mente. Se l’uomo perde la capacità emozionale, non è in grado di essere ragionevole.”

Ed io ho perduto coloro che amavo e che avrebbero dovuto supportarmi, nel momento in cui ne avevo più bisogno! Ora, senza togliere nulla a nessuno, più o meno la stessa cosa è accaduta alla mia ex moglie che perdendo i valori in cui credeva (famiglia tradizionale), ha messo in atto comportamenti, secondo me, potenzialmente lesivi per tutto il nucleo famigliare.

Continua…

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Author: MKDeS

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