I giovani e la fuga di cervelli

fuga di cervelli

Citazione

“Per i giovani italiani che vanno a studiare all’estero, questo paese non soffrirà a non averli più tra i piedi.” [1]

Dei ragazzi italiani si parla spesso a sproposito. Eppure, basta andare un po’ in giro per il mondo per incontrarli. Mai devastati dalla nostalgia, anzi: a loro agio nel mondo molto più che in Italia. Sarebbe bene accorgersi di questi ragazzi in ben altre circostanze, piuttosto che osservali nella misera e triste realtà tutta italiana. I ragazzi di oggi, sono il top della generazione umana, che non conoscono frontiere: cervelli non in fuga, ma in missione. Per aprirsi e consentirci di aprirci altre piste, altro che confini: loro sono di casa nell’Universo.

 

La nuova generazione.

Generazione Cristallo, o Indaco li chiamano: ragazzi, italiani e non, che da tutto il mondo girano in tutto il mondo, con una sensibilità al mondo e tutte le forme di vita che lo compongono amplificata sino allo stremo, e una perfetta padronanza delle tecnologie, anche le più ostiche. Che provenienti da tanti paesi, anche in guerra tra loro, paesi che nemmeno riconoscono l’uno l’esistenza dell’altro, si incontrano in luoghi sperduti del mondo, che mangiano e studiano assieme, appassionandosi allo stesso progetto, portando insieme lo stesso sogno nel cassetto: migliorare il mondo.

Altro che Italia, dove perfetti IDIOTI, li definiscono bamboccioni, solo perché non vogliono farsi 1400 chilometri (dalla Sicilia a Milano) per guadagnare cinquecento euro al mese, in quella che è stata la più grossa truffa che il mondo moderno possa ricordare: la frode sull’alimentazione, Expo 2015, che ha arricchito i soliti straricchi IDIOTI del mondo, anziché sfamare la povera gente, e che vede nella globalizzazione, il più grande business che sia mai stato concepito.

 

 

Fuga di cervelli

Bamboccioni li chiamano, quando il solo biglietto di andata, costa più della metà dello stipendio stesso, promesso e non retribuito.

O meglio, retribuito con un’altra truffa colossale: i voucher. [2]

Bamboccioni, parola detta dai soliti figli di papà che non hanno mai lavorato in vita loro, figli di IDIOTI che conoscono un solo lavoro: parentopoli. [3]

E che sfruttano la massa di schiavi lobotomizzati per sentirsi ricchi fuori, e non guardano minimamente all’aridità che li fa marcire da dentro.

No, non è una fuga di cervelli, ma una rivoluzione globale, che porterà alla fine del mondo moderno, così modernamente tumefatto, stantio e marcio.

Paragrafo tratto dal mio libro: “FanKulo agli IDIOTI”.

Nota

[1]  

Frase pronunciata da Giuliano Poletti (Imola, 19 novembre 1951) è un dirigente d’azienda e politico italiano, dal 22 febbraio 2014 Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel Governo Renzi e poi del Governo Gentiloni ed ex Presidente nazionale della LegaCoop dal 2002 al 2014.

[2]

Il buono lavoro (chiamato anche voucher) è una modalità di retribuzione per lavoro occasionale di tipo accessorio.

[3]

Metodo classico italiano. Parentopoli è il termine utilizzato dai mass media italiani per riferirsi a un sistema diffuso di favoritismi e di distribuzione di incarichi pubblici a persone tra loro imparentate. La parola è stata ideata sul modello di Tangentopoli ed è composta dal determinante “parente” (nel senso di appartenente alla stessa famiglia) e dal determinato “poli”, che significa “città”.

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Author: marika

Poetessa, scrittrice e disegnatrice Androgina

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