“Philofobia”, poesia

philofobia

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“Philofobia”

Mi sveglio al mattino
e ho paura d’amare:
un quor solitario il mio
che non sa più sperare.

 

Di trovar anima che possa allietare,
e così, se stesso salvare.
Da lenta agonia e dalla morte,
ormai senza speranza è il mio quor, di nuova sorte.

Sorte malvagia e che m’ha portata,
agonia immeritata e mente malata.
In un mondo spietato,
e assai strano
che insegna sì, ad amare,
ma che nulla sa,
poiché l’amor dell’altro non è amato.

 

Ho paura d’amore, paura d’amare,
sì, lo ammetto,
ma di ciò che è stato, non mi lamento:
d’aver amato in passato,
io ancor non mi pento,
perché almeno in ricordi, il mio quor è contento.

 

Questa mia, Philofobia,
è una vera ma-lattia,
che non sa d’esserlo: non può rendersene conto.
Poiché una mente malata,
non vede: è fuori di sé, è fuori dal mondo.

 

Eppur della natura, or essa il richiamo sente,
che dice:

“La vita t’aspetta, la vita è sì bella.
Butta alle spalle il passato
e allieta l’augella.
[1]

Poiché ciò che non uccide,
fortifica animo corpo e mente,
e la natura, è sempre fremente:
l’amor non fa male, poiché sol la gente è demente.

Non lasciar che idioti senz’anima,
uccidano il tuo quor e ti lascino esanima.
Apriti al mondo senza pensare,
poiché quand’esso vola,
non c’è nulla che lo possa fermare.
Impedisci a chiunque d’imprigionarti,
non permetter
(ad altri) le ali fermarti.
Non fare che certa gente,
faccia di te, pezza e scempie”.

 

Or sì, anch’io lo sento, e a mente chiara, dico a me stessa:
“son proprio somara.
La Philofobia, è una ma-lattia,
che non necessita cure, se non dell’amore.
Ora son viva, ora son desta, e son scrittrice, assai molesta:
questa poesia, assai strana, non più mi rispecchia,
poiché sulla mente, il mio quor, or regna sovran(a)”.

E sento che dice:

“orsù, diam-ci da fare,
che altri quori infranti dobbiam allietare.
Poiché per guarire, un solo rimedio:
all’amor stesso, stringer d’assedio”.

 

Inedita

La poesia è pubblicata sul sito per la prima volta.

 

Il Titolo della poesia

È Philofobia:  “Paura d’amore”.

 

Insomma, come dice… 

Raffaele Morelli : “Ama e non pensare”. Citazione tratta dal suo omonimo libro.

 

Interpretazione

In alcuni passi sono state deliberatamente omesse le parole “cuore” e “mente”, poiché rimangono comunque fin troppo chiare. L’autrice lascia al lettore piena e libera interpretazione.

“Q” di cuore

Anche se la decisione non è ancora definitiva, l’autrice, in quasi tutte le sue poesie, usa la “q” nella parola “cuore”. Un significato più profondo del sentimento?

“Mi definisco al di fuori di ogni standard e regola, per cui:

sì, sostituire l’iniziale con una lettera che per me ha più carattere e profondità, ha senza ombra di dubbio l’intento d’infondere maggiore enfasi al sentimento.”

MariKa DeSantis

Il “flusso dell’artista” meglio conosciuto come “flusso di coscienza”

Il “flusso” è una condizione tipica e impareggiabile, ove uno o più avvenimenti, scatenano emozioni irripetibili e che sfociano infine, in una creazione unica. Quando arriva il flusso, non esiste l’artista, ma solo un fiume di parole dettate dall’estro. La poetessa in questo caso, ha il sol compito di trascrivere le emozioni percepite.

Di prossima pubblicazione

Non è ancora inserita nel libro di poesie, “Poesie d’odio e d’amore per un mondo senza più un briciolo di quore”.

Note

[1]

Maschile: augello. (lett.) uccello. Dim. augelletto, augellino.

L’autrice è Androgina, agender, pangender. Il riferimento è al suo organo sessuale maschile, ma al femminile: rispecchia la percezione che ha di sé.

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Author: marika

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