SìCobas

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SìCobas : “Carneade, chi era costui?”

Sono i “Comitati di rappresentanza di Base”. Nati ufficialmente nel 1986, in ambiente prettamente scolastico. I lavoratori della scuola, di fronte alle sempre più difficili condizioni di lavoro e all’evidente decadimento delle confederazioni “ufficiali”, costituirono un’organizzazione sindacale autonoma che introdusse una novità: far diventare protagonisti i destinatari degli accordi sindacali (la base), nelle trattative e rappresentanza, senza alcun filtro. Di conseguenza, non esistono posizioni gerarchiche interne o diktat a cui ci si deve uniformare: non c’è alcun vertice!

 

L’evoluzione dei Cobas

Nel corso di questi anni, altri settori hanno deciso di costituirsi in Cobas, mantenendo sempre il medesimo approccio e spirito, e distinguendosi per la forte e decisa difesa della propria autonomia da qualsivoglia influenza. Insomma, i Cobas sono i lavoratori, punto!

 

Autonomia

Non hanno legami con i sistemi di potere economici, partitici o altro tipo, e rendono conto del proprio operato solo ai lavoratori.

 

Classificazione: anche questi sono cattivi

“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono”. (Cit. Malcolm X)

Così come ho già scritto in un mio precedente articolo, chissà come mai, grazie ai media, i Cobas vengono descritti come estremisti, contestatori ribelli e anarchici, e che utilizzano metodi duri per le proprie rivendicazioni. Infatti…

“i buoni sono quelli che ti dicono da oltre dieci anni che c’è la crisi economica, mentre loro e i loro parenti occupano posti d’alta finanza e mandano sul lastrico tanta brava gente; e mettono continuamente e impunemente mani al tuo conto corrente; sottraggono soldi all’educazione; che quando accusati, evitano la prigione perché possono pagarsi l’avvocato; e insegnano che “dio ama i poveri”, devi credere nella patria e festeggiare il nazionalismo e poi, ti mandano a fare le guerre. Loro decidono chi vive e chi muore… chi diventa uomo e chi muore bambino.”

Insomma, quello di manipolare i dati o le parole per piegarli alle proprie idee, è evidentemente un vizio ben radicato, utilizzato soprattutto dagli asserviti al potere “vero”, quello che non ammette ingerenze. 

 

La presa per i fondelli

“Con il pretesto di garantire la sicurezza ai cittadini, le problematiche sociali indotte dalla politica, si riducono alla repressione e alla garanzia dell’ordine pubblico: la criminalizzazione è oggi l’unica risposta dei governi alle nuove forme di miseria e povertà da loro stessi generati.”

(Cit. dal libro “Parola d’ordine: tolleranza zero”, di Loic Wacquant, Feltrinelli, 2000)

La crisi (inesistente) si estende sempre più: l’unica reale costante è la prosecuzione e l’inasprimento dell’attacco al lavoro e ai diritti delle classi operaie, in favore del profitto dei grandi capitalisti. Con il contributo delle istituzioni finanziarie sovranazionali e europee, si introducono diktat che vincolano i bilanci dei paesi membri al favore di ricche lobby industriali e partiti, sin da sempre esenti da ogni responsabilità oggettiva. Le guerre, decise a tavolino, provocano migliaia e migliaia di morti in ogni dove su questo misero pianeta e, aumentando i flussi migratori verso il più ricco occidente, mettono sempre più in difficoltà quegli stessi paesi che sono già sotto pressione di quelle stesse banche che le fomentano (FMI e Banca Mondiale), le guerre, se qualcuno si fosse perso il soggetto della frase precedente.

 

Mera ipocrisia

L’ipocrita risposta dei governi, sono le politiche securitarie (leggi Minniti), il respingimento coatto degli immigrati, finanziamento e delega del lavoro “sporco” a perfetti idioti (e assassini) per la costruzione di muri e l’approntamento di controlli militari che impediscano il passaggio di chi fugge dalle guerre. L’invasione è agitata strumentalmente per soli fini elettorali, o per imporre una nuova forma di sopraffazione e razzismo, che vede gli stranieri come nuovi schiavi o forza lavoro a basso costo.

 

L’insicurezza cresce…

L’insicurezza scatenata dalle crescenti precarietà, povertà e individualismo (ognuno per sé), hanno determinato la necessità incessante di trovare un nemico sul quale scaricare le proprie tensioni e paure, il più debole: l’immigrato o il vicino di casa.

 

… ma il vero nemico è un altro

Ma il vero nemico è altrove: precarizzazione determinata dal Jobs Act; abolizione dell’art. 18; introduzione di leggi contro il diritto di sciopero; ricatto: diritti in cambio di lavoro; e falso impiego: lavoro a chiamata; stage; alternanza scuola lavoro, etc.; riduzione di tutele, garanzie e sicurezza sul lavoro; erosione del salario; riforma delle pensioni e privatizzazioni dei servizi sociali: scuola e sanità in testa. 

E poi sono i manifestanti i cattivi, VERGOGNA!!!

 

L’evento

Oggi, primo Maggio, a Bologna, si è svolto il corteo indetto dal SìCobas. Partito da Piazza XX settembre alle 15.30, i manifestanti, uniti ad altre associazioni (SocialLogBologna e Laboratorio CRASH , tanto per citarne due), hanno portato nelle strade le ragioni dell’opposizione verso gli “strafottenti del pianeta” (definizione attribuita dall’autrice nel suo secondo libro, agli autori della catastrofe globale che si accinge ad investirci) e ai loro progetti di colonizzazione; contro le stragi sul lavoro e precarietà; e contro ogni forma di discriminazione. La manifestazione, si è svolta in modo pacifico e sereno, e ha visto la partecipazione di oltre duecento persone. 

 

Immancabili: foto e video dell’evento

Seguono qui sotto le foto scattate e uno dei video pubblicati, gli altri li troverete sul mio canale YouTube e sul mio profilo FaceBook.

 

Vi ricordo che…

Ho pubblicato da poco il mio secondo libro, “FanKulo agli IDIOTI“. Potete scaricarne e leggere l’anteprima . Per l’acquisto (in solo formato elettronico per ora) contattando l’autrice, oppure nei principali e-Book Store on-line.

 

 

 

 

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